Avendo tanto tempo, troppo, spesso la mia mente prende derive strane. Penso spesso al passato e poco a quello che verrà. Non mi faccio progetti, per non avere illusioni. Non sono quelli che pensano che il mondo debba necessariamente peggiorare e la fine e alle porte.
Spesso la sera prima di dormire passa un lungo intervallo di tempo in cui penso. Più che altro mi concentro sulle persone. Penso a quanto sarebbe bello se fossi rimasto in contatto con cui mi trovavo bene. Loro mi mancano anche se io non sono nei loro pensieri da anni.
Ripenso ai periodi della mia vita soprattutto dalle superiori fino a adesso. Ricordo quando nel mio istituto tecnico cercavo di tenere le medie dei voti alte. Cercavo di dare il meglio in quello che pensavo fosse l'unica cosa che dovessi fare. Lo studio era tutto, non c'erano amici o ragazzi. Volevo accontentare i professori, a cui facevo tenerezza. Ero immaturo. Nella materia "vita vissuta" avevo 4. Il mio mondo era stretto, mi bastava però.
Pensavo di valer qualcosa solo perché riuscivo bene nello studio. I miei compagni non riuscivano a interagire con me, li tenevo distanti io. Non volevo sapessero nulla di me, non volevo fossero partecipi. Penso però che la maggior parte non sarebbe stata in grado di essermi amico. Anch'io lo stesso con lo, penso non sarei stato in grado. Avrei voluto un amico storico, uno di quelli che ti capisce sempre anche senza parlare. Una persona che qualunque cosa accada rimanga con te. Le amicizie più profonde sono quelle che nascono nell'adolescenza quindi io che sono già adulto da un pezzo non ho più speranze.
Alla fine cosa ti rimane della scuola? I voti? No, ti rimangono solo le storie.